Integrare innovazione tecnologica, visione strategica ed execution in contesti industriali complessi richiede un approccio sistemico e la capacità di leggere in modo integrato mercato, organizzazione e business. In questa intervista la nostra Alumna, Antonella Chirichiello, racconta come l’Executive MBA Part-Time abbia rappresentato un momento di sintesi fondamentale nel suo percorso professionale, rafforzando un approccio capace di trasformare l’innovazione in valore concreto e scalabile.
Cara Antonella, con oltre vent’anni di esperienza nel campo dell’innovazione e della sostenibilità, cosa ti ha lasciato l’Executive MBA Part-Time che ancora oggi influenza il tuo approccio strategico all’interno di una grande azienda del settore tecnologico e industriale?
Il mio percorso professionale è stato tutt’altro che lineare: un viaggio tra esperienze, settori e ruoli diversi, sempre guidato da una costante curiosità verso l’innovazione tecnologica e il suo impatto sul business e sulla società.
In questo percorso, l’Executive MBA ha rappresentato un momento di sintesi fondamentale, permettendomi di integrare il mio background tecnico e di ricerca, maturato in ambito deep tech, innovazione e imprenditorialità anche internazionale, con una visione strategica e manageriale completa del business.
L’EMBA mi ha dato soprattutto una visione sistemica, che oggi mi consente di leggere in modo integrato mercato, organizzazione e innovazione, un aspetto essenziale in contesti complessi come quello tecnologico e industriale. Questo approccio si traduce nella capacità di trasformare l’innovazione in valore concreto e scalabile, attraverso la definizione di nuovi modelli di business e lo sviluppo di strategie di Open Innovation e sostenibilità.
Ancora oggi applico quotidianamente questo framework: dalla valutazione di opportunità innovative alla costruzione di ecosistemi di co-innovazione con Startup, fondi di Venture capital, Università e Centri di ricerca, fino alla gestione di stakeholder interni ed esterni. L’EMBA ha inoltre rafforzato il mio mindset decisionale, permettendomi di affrontare contesti ad alta incertezza con maggiore consapevolezza, visione sistemica e orientamento al lungo periodo.
Quali sono state, secondo te, le competenze chiave che hai acquisito e che ti hanno portata a guidare progetti di innovazione e sostenibilità in contesti complessi e strutturati?
Se dovessi individuare una competenza chiave, direi la capacità di collegare tecnologia, strategia ed execution. È ciò che oggi mi permette di valutare soluzioni deep tech, dall’intelligenza artificiale alla cyber security, e trasformarle in opportunità concrete di business, partnership e investimento, con impatti misurabili. Questo approccio nasce da un percorso che unisce ricerca, Startup ed ecosistema dell’innovazione, arricchito da esperienze internazionali come quella in Silicon Valley.
L’Executive MBA mi ha fornito strumenti concreti per trasformare idee innovative in iniziative strutturate e sostenibili, rafforzando al tempo stesso competenze di Innovation Management e Portfolio Management, fondamentali per gestire programmi complessi e prendere decisioni su partnership, investimenti e sviluppo di nuovi modelli di business.
Un altro elemento determinante è stata la leadership in contesti multidisciplinari e multiculturali. Coordinare team diversi e dialogare con stakeholder interni, Startup e investitori richiede una forte capacità di integrazione e visione sistemica. In questo contesto, ascolto, inclusione e valorizzazione delle diversità diventano leve fondamentali. Sono proprio coinvolgimento, condivisione e apertura a permettere alle persone di esprimere il proprio potenziale e di guidare con successo progetti di innovazione complessi.
Lavorare sull’innovazione in un contesto ad alta complessità come quello in cui operi implica coordinare diversi team e tecnologie. Ǫuali sono le leve più importanti per promuovere un cambiamento sistemico all’interno di grandi organizzazioni?
Promuovere un cambiamento sistemico significa prima di tutto dare una direzione chiara. Servono una visione strategica forte, una sponsorship concreta del Top Management e un allineamento reale tra strategia, processi e cultura. Senza questi elementi, l’innovazione rischia di rimanere frammentata e non generare impatto.
A questa visione è necessario affiancare modelli operativi strutturati ma flessibili, che permettano di raccogliere, valutare e sviluppare idee in modo continuo a tutti i livelli dell’organizzazione, favorendo contaminazione e collaborazione. In questo contesto, l’apertura verso l’esterno è una leva chiave. Infatti, costruire ecosistemi di Open Innovation con Startup, fondi di Venture capital, Università e Centri di ricerca consente di accelerare l’adozione di tecnologie emergenti e nuovi modelli di business.
Infine, la leva più importante resta quella culturale. Mettere davvero le persone al centro significa creare contesti in cui sia possibile sperimentare, apprendere anche dagli errori e valorizzare competenze, diversità e intelligenza emotiva. È proprio dall’integrazione tra tecnologia e persone che nasce un cambiamento reale e duraturo.
