
In che modo il Master ti ha aiutato ad acquisire strumenti che ti hanno consentito di affrontare le sfide quotidiane della tua organizzazione/settore?
Il Master mi è stato di grande aiuto, non solo per i contenuti accademici, ma soprattutto per l'esposizione che mi ha offerto a diversi relatori, culture e mentalità. Questa esperienza ha ampliato la mia consapevolezza e mi ha permesso di guardare alla mia organizzazione e al mio settore da una prospettiva più ampia. Mi ha aiutato a identificare meglio le lacune, le aree che necessitano di sviluppo e dove posso concentrare i miei sforzi per apportare miglioramenti dal basso verso l’alto.
Ha anche rimodellato il modo in cui affronto le sfide. La mentalità che ho sviluppato in Politecnico, unita alla credibilità e alla fiducia derivanti dall'essere parte di questa rete e dall'interazione con i suoi partner, mi ha dato sia la fiducia che il supporto per iniziare a lavorare in modo più strutturato, ambizioso e di impatto.
In che modo il Master specializzato ti ha aiutato a coltivare il tuo capitale di connessioni umane con professionisti e aziende?
Credo sinceramente che questo sia stato uno dei punti di forza del Master. Più di ogni altra cosa, mi ha dato accesso a una rete eccezionale di professionisti e organizzazioni con cui normalmente non avrei potuto entrare in contatto così strettamente.
Attualmente sto ultimando la mia tesi sotto la guida di quattro relatori molto stimati provenienti dalle principali organizzazioni calcistiche europee, il che la dice lunga sul livello di visibilità e supporto che Politecnico offre ai suoi studenti.
Un vero esempio di questo impatto è che, grazie ai legami creati durante il Master, sono riuscita a contribuire a creare una partnership tra CONI e Wadi Degla Clubs in Egitto, consentendo alle giocatrici nazionali italiane di squash di trascorrere un periodo di allenamento di tre mesi in Egitto.
Per me questo è uno dei valori più importanti dell'esperienza: non solo le connessioni in sé, ma il fatto che possano trasformarsi in vere e proprie collaborazioni. E credo davvero che ci sia ancora molto altro da fare attraverso la rete di Politecnico.