Last-Mile Delivery, competenze e soluzioni per una logistica realmente sostenibile

La Last-Mile Delivery – l’ultimo tratto del processo di consegna degli ordini online, dall’ultimo nodo della rete del corriere al cliente finale – costituisce una delle sfide più complesse e cruciali della logistica moderna. La crescita dell’e-commerce e la necessità di ridurre l’impatto ambientale rendono questo ambito un vero e proprio laboratorio di innovazione per le aziende del settore. Sostenibilità ed efficienza, infatti, non sono più obiettivi alternativi, ma devono oggi coesistere all’interno di modelli operativi capaci di coniugare performance, riduzione delle emissioni e qualità del servizio.

A spiegarlo, in questa intervista, è Arianna Seghezzi, Direttrice dell’International Full-Time MBA di POLIMI Graduate School of Management, analizzando i trend e le soluzioni più promettenti per rendere il Last-Mile Delivery davvero sostenibile.

 

Quando parliamo di logistica e Last-Mile Delivery sostenibile, di cosa parliamo concretamente? Quali sono le principali sfide legate alla sostenibilità in questo ambito?

Quando parliamo di Last-Mile Delivery sostenibile, ci riferiamo alla capacità di organizzare e completare la consegna degli ordini online al cliente finale attraverso soluzioni che abbiano attenzione verso i temi di sostenibilità ambientale, senza compromettere le prestazioni e la qualità dell’esperienza di consegna.

Le sfide principali in questo ambito derivano dalle caratteristiche strutaturali della logistica legata all’e-commerce B2C: gli ordini online sono spesso frammentati, con pochi articoli per cliente e destinazioni distribuite in modo capillare sul territorio, rendendo complessa l’ottimizzazione dei percorsi di consegna. A ciò si aggiunge la possibilità di incorrere in mancate consegne, che possono generare la necessità di ulteriori tentativi di recapito e un utilizzo meno efficiente delle risorse.

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla pressione sul livello di servizio: i clienti si aspettano consegne rapide, flessibili e spesso gratuite: fattori che rendono difficile mantenere una densità elevata dei giri di consegna.

Rendere la Last-Mile Delivery sostenibile significa dunque ripensare i modelli operativi, integrare nuove tecnologie e, soprattutto, coinvolgere attivamente anche il cliente finale. È una sfida sistemica, che richiede collaborazione lungo tutta la filiera e una forte spinta all’innovazione.

 

Le aziende del settore spesso devono quindi trovare un equilibrio tra efficienza e sostenibilità: quali strategie, modelli operativi e soluzioni sono oggi maggiormente efficaci per raggiungere questo obiettivo nella Last-Mile Delivery?

Siamo abituati a considerare efficienza e sostenibilità come due obiettivi contrapposti, ma nella Last-Mile Delivery in realtà non rappresentano due dimensioni antagoniste, ma sono strettamente interconnesse. Se guardiamo agli indicatori di performance – costi ed emissioni per singola consegna – ci accorgiamo che l’aumento della densità di consegna, ossia il numero di pacchi consegnati per ogni tour, genera benefici su entrambi i fronti.

Aumentare il numero di consegne per tour comporta infatti un duplice beneficio: da un lato, una maggiore efficienza operativa, con la riduzione del costo medio per consegna; dall’altro, un miglioramento della sostenibilità ambientale, con la diminuzione delle emissioni per unità consegnata.

Le strategie e i modelli operativi finalizzati all’aumento della cosiddetta densità di consegna, quali ad esempio l’ottimizzazione algoritmica dei percorsi di routing, si dimostrano pertanto strumenti efficaci non solo per accrescere la produttività, ma anche per mitigare l’impatto ambientale. Tali soluzioni testimoniano come efficienza e sostenibilità debbano e possano procedere in modo sinergico.

 

I parcel locker sono spesso citati come una soluzione sostenibile per la last-mile delivery. Cosa sono esattamente e in che misura contribuiscono davvero alla sostenibilità delle consegne?

I parcel locker sono sistemi automatizzati di armadietti per il ritiro e la consegna dei pacchi, collocati in punti strategici come stazioni, centri commerciali o distributori di carburante, facilmente accessibili al cliente.

Grazie a questi dispositivi, il cliente può ritirare in autonomia il proprio ordine quando preferisce, senza la necessità di riceverlo a casa. In questo modo si disaccoppiano le fasi di consegna e ritiro, migliorando l’efficienza del processo.

Uno dei principali vantaggi dei parcel locker è l’aumento della densità di consegna: in un solo punto vengono recapitati molti pacchi che altrimenti richiederebbero consegne individuali. Questo riduce drasticamente le emissioni – in alcuni casi anche oltre l’80% – e abbatte il problema delle mancate consegne, eliminando la necessità di nuovi tentativi di recapito.

I parcel locker sono quindi emblematici di come una soluzione innovativa, capace di modificare il paradigma tradizionale del giro di consegna, possa migliorare simultaneamente efficienza e sostenibilità. Inoltre, questa modalità coinvolge attivamente il cliente finale nel processo di consegna, aumentando la flessibilità e riducendo ulteriormente le inefficienze legate alle consegne mancate.

 

Guardando alla formazione: come si possono preparare manager e professionisti capaci non solo di gestire il Last-Mile Delivery in maniera efficace ed efficiente, ma anche di farlo in chiave sostenibile e con un Purpose chiaro e ben definito? Qual è l’impegno di POLIMI Graduate School of Management nel formare figure con questa sensibilità e preparazione?

In POLIMI Graduate School of Management lavoriamo, tra le altre, su due dimensioni centrali: la sostenibilità e il Purpose. La sostenibilità non è considerata come un tema isolato o limitato a corsi specifici, ma come un principio trasversale che permea tutte le attività formative e progettuali della scuola. È parte del nostro DNA: promuoviamo un modello di formazione responsabile, orientato a generare un impatto positivo non solo nelle organizzazioni, ma anche nella società nel suo complesso.

Allo stesso modo, il Purpose non è una dichiarazione di intenti, ma una bussola concreta che guida le scelte manageriali, sia operative che strategiche. L’obiettivo è formare professionisti in grado di prendere decisioni consapevoli, capaci di coniugare efficienza operativa, sostenibilità ambientale e valore condiviso.

In quest’ottica, POLIMI Graduate School of Management si impegna a sviluppare figure capaci di affrontare le sfide del Last-Mile Delivery con una visione ampia: manager sensibili ai temi ambientali, ma anche dotati di un forte senso di responsabilità e di un Purpose chiaro che orienti le loro decisioni verso un futuro più sostenibile.