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27 Ottobre 2025
Formazione manageriale e impatto sociale: come l’Executive MBA ha trasformato l’approccio di Anna Micossi in Epsilon Onlus

Unire competenze manageriali e vocazione sociale per generare impatto concreto: è questa la direzione intrapresa da Anna Micossi, Alumna dell’Executive MBA Part-Time di POLIMI Graduate School of Management e responsabile comunicazione in una multinazionale, che da oltre vent’anni affianca il suo percorso professionale all’impegno nel terzo settore.
In questa intervista, Anna racconta come l’Executive MBA abbia rappresentato un acceleratore strategico per la crescita di Epsilon ETS, l’associazione da lei co-fondata, contribuendo a rafforzarne la struttura, la visione e la capacità di generare impatto. Dalla definizione di una strategia di raccolta fondi alla trasparenza verso gli stakeholder, passando per l’adozione di strumenti digitali e collaborazioni multidisciplinari, scopri come la formazione manageriale possa trasformare l’impegno sociale in un progetto sostenibile e orientato al futuro.
Cara Anna, il tuo impegno nell’Associazione Epsilon ETS dimostra una profonda attenzione verso l’impatto sociale. Cosa ti ha portata a lavorare nel terzo settore e in che modo LEAVE YOUR MARK ti ha supportato in questo?
Da 22 anni lavoro nel mondo del Marketing e della Comunicazione d’impresa e dal 2020 guido l’area Comunicazione di una multinazionale nel mondo delle carte speciali e delle etichette. L’impegno nel terzo settore è sempre stato una passione parallela al lavoro, che nel tempo è cresciuta diventando un impegno quotidiano.
Ai tempi dell’università ho scoperto il mio amore per il sociale e nel 2004 ho contribuito a fondare, insieme a mio papà e ad alcuni amici, l’Associazione Epsilon, un’organizzazione non-profit che ha la missione di creare progetti di sviluppo sostenibile per bambini e ragazzi tra 0 e 18 anni nell’ambito della salute, istruzione e nutrizione, soprattutto in Africa (Benin, Burkina Faso, Malawi, Niger, Rwanda, Tanzania, Togo). L’Associazione Epsilon si basa su alcuni principi fondamentali, tra cui l'assenza di spese generali: il 100% dei fondi raccolti viene destinato ai progetti sul campo. Gli interventi sono realizzati da partner locali di fiducia, come medici, suore e piccole associazioni, con cui abbiamo instaurato alleanze durature. Questo modello ci permette di monitorare in tempo reale l’andamento di ogni progetto, garantendo trasparenza ai nostri sostenitori e sponsor. In questi 20 anni, abbiamo raccolto 2,5 milioni di euro da imprese e amici, realizzando 197 progetti che hanno migliorato la vita di oltre 500.000 bambini e ragazzi.
Grazie alla mia partecipazione all’Executive MBA Part-Time di POLIMI Graduate School of Management tra il 2013 e il 2015, ho avuto la possibilità di candidare Epsilon al programma Leave Your Mark nel 2022. Questo progetto ha visto il coinvolgimento di tre professionisti volontari e un tutor docente del Politecnico di Milano che hanno lavorato al nostro fianco per circa tre mesi.
Questo team ci ha aiutato a definire una strategia di raccolta fondi a 3-5 anni, migliorare la trasparenza e il modello operativo interno di Epsilon, e valutare l’uso di piattaforme di crowdfunding come strumento futuro di fundraising.
Quali competenze hai acquisito grazie a LEAVE YOUR MARK per strutturare e far crescere un progetto non-profit e come le hai applicate nella tua realtà?
Epsilon è interamente gestita da volontari, che dedicano all’associazione parte del proprio tempo libero, e ha per questo sempre operato come un’organizzazione molto snella e poco strutturata. Sebbene questo approccio abbia funzionato, c'erano molte aree che necessitavano di miglioramento.
La partecipazione al progetto Leave Your Mark è stata un'opportunità preziosa per collaborare con professionisti di diversi settori (ingegneri, economisti, project manager, esperti di tecnologie digitali), che volontariamente hanno portato nuove competenze e proposte concrete su come rendere più efficace la gestione dell'associazione.
Al termine del progetto, siamo riusciti a sviluppare un piano di fund raising con un orizzonte di tre anni. Questo ha fornito una visione chiara e strategica per la raccolta fondi, allineando meglio il budget degli investimenti alle esigenze di finanziamento di Epsilon. Abbiamo inoltre iniziato a proporre iniziative pluriennali agli sponsor e questo ha ulteriormente migliorato la nostra capacità di fare piani a lungo termine e di realizzare progetti sempre più d’impatto.
Abbiamo, poi, evoluto gli strumenti di rendicontazione, migliorando la trasparenza nei confronti dei sostenitori e sponsor. L'analisi dei dati è diventata più granulare, permettendo a chi ci sostiene di avere una visione dettagliata dell'andamento dei progetti e dell'utilizzo dei fondi. Questo ha rafforzato la fiducia e la credibilità dell'associazione, garantendo una maggiore trasparenza.
Un altro importante risultato ottenuto è stato l'approfondimento del mondo del crowdfunding che, prima di questa iniziativa, era un territorio inesplorato per Epsilon. Attraverso un'analisi dettagliata delle piattaforme disponibili sul mercato siamo riusciti a valutare quale fosse la più adatta alle nostre esigenze. Questo ha aperto nuove possibilità di raccolta fondi, ampliando le opportunità di finanziamento e coinvolgendo un pubblico più ampio.
In sintesi, grazie a Leave Your Mark, Epsilon ha acquisito competenze fondamentali per strutturare e far crescere l'organizzazione. La collaborazione con professionisti di diversi background ha portato nuove idee e approcci innovativi, permettendoci di evolvere e migliorare la gestione operativa dell’associazione con un approccio più strategico e strutturato.
Cosa consiglieresti a chi desidera unire formazione manageriale e vocazione sociale in un percorso professionale coerente e sostenibile?
Lavorare nel terzo settore richiede impegno e resilienza, ma le soddisfazioni personali e professionali possono essere immense. Tuttavia, è importante entrare in questo mondo con il giusto set di competenze. Unire formazione manageriale e vocazione sociale è la chiave per costruire in futuro un percorso professionale coerente, sostenibile e di impatto.
Come selezionare il percorso formativo più adatto? Consiglio di optare per programmi di studio che coniughino competenze manageriali con un focus sul sociale, come un MBA o un Executive MBA con specializzazione in gestione delle organizzazioni non-profit o in responsabilità sociale d'impresa.
Oltre alla formazione accademica, è essenziale acquisire esperienza pratica partecipando a progetti di volontariato, stage o collaborazioni con ONG, chiedendo di poter fare dei periodi di esperienza sul campo. È altrettanto importante costruire una rete di contatti con professionisti del settore: partecipare a conferenze, workshop ed eventi di settore può offrire opportunità di apprendimento e collaborazione. Infine, per gestire progetti complessi è cruciale sviluppare competenze trasversali come la comunicazione, la leadership, la gestione del tempo e la capacità di lavorare in team.
L'adozione di pratiche manageriali avanzate per chi lavora nel mondo non-profit non solo migliora l'efficienza operativa delle organizzazioni, ma ne aumenta anche la capacità di raggiungere obiettivi ambiziosi e di lungo termine. La managerializzazione consente infatti di implementare strategie di raccolta fondi più efficaci, di monitorare e valutare i progetti con maggiore precisione e di garantire una trasparenza totale nei confronti di donatori e sponsor.
L'integrazione di competenze manageriali nel terzo settore favorisce, inoltre, la capacità di adattarsi meglio ai cambiamenti del contesto socio-economico, sviluppare nuove soluzioni per le sfide emergenti e massimizzare l'impatto delle iniziative portate avanti. Tutto ciò porta nel tempo a rafforzare la credibilità e la fiducia degli stakeholder e a creare un ambiente più collaborativo e orientato ai risultati.